ciclo di conferenze

28/01/2009 - 27/03/2009

L'indifferenziato e la cura

La questione delle aree di “indifferenziazione” della personalità pone molti problemi, clinici e teorici che sono stati scarsamente accennati da Freud e, in seguito, hanno preso ramificazioni diverse nella riflessione psicoanalitica. Tendenzialmente si è orientati a pensare che indifferenziato sia il tempo che precede la nascita psichica dove non sono ancora definiti i confini Io/Non Io, dove il rapporto tra madre e neonato si colloca in un area fusionale, in una condizione preambivalente etc. Problemi particolari sono nati in psicoanalisi quando si è presentata la questione dell'autismo e delle parti autistiche della personalità (Mahler, Tustin, Gaddini etc.).
Le aree di indifferenziazione hanno a che fare con parti della personalità individuale e con aspetti arcaici del sé, delle difese dell'Io, dell'apparato per pensare e altro ancora. Inevitabilmente le aree di indifferenziazione sono connesse con la problematica intersezione sia transgenerazionale sia intergenerazionale tra l'identità individuale e l'identità (mentalità) del gruppo di appartenenza: ciò conferisce al rapporto di cura psicoanalitica specifiche caratteristiche . Di queste aree si sono occupati molti AA i cui pareri convergono anche se partono da matrici teoriche diverse: Bleger in Argentina (il nucleo ambiguo), Lowenstein negli Stati Uniti (la densità primaria), Bion in Inghilterra (gli elementi beta) etc.
Nella clinica, situazioni di “non contatto” che appaiono come aree cieche, di diniego, o, addirittura aree a cavallo tra biologico e psicologico, possono avere a che fare con l'indifferenziato (le aree autistiche delle persone nevrotiche per es.); In questi casi non si ha tanto a che fare con “difese” dell'Io o con conflitti rimossi, ma, piuttosto, con aree la cui nascita psicologica non si è mai del tutto realizzata, oppure con aree che, per varie circostanze traumatiche, si sono disciolte e amalgamate nella impersonalità gruppale. Pensiamo soprattutto a quei pazienti dove il conformismo, l'identità convenzionale, si è sposata con coazioni di marca tossicodipendente che coesistono con occulti nuclei “psicotici” della personalità.
Queste situazioni pongono particolari problemi teorici che si traducono in risvolti molto pratici nel momento della cura. E' l'incrocio tra questi elementi, i paradigmi teorici, le emozioni del campo interpersonale, il percorso del dialogo analitico che sarà oggetto dei seminari.
Le conferenze si divideranno in 3 parti: 1) la prima tratterà dell'indifferenziato in collegamento con la questione della morte (fantasie, angoscie, “agiti”, etc); 2) la seconda tratterà la dialettica “tenerezza/degradazione” nella relazione originaria e nell'analisi; 3) la terza aprirà alla questione della identificazione e al tema individuazione/separazione.

incontri

28/01/2009

L’indifferenziato e l’angoscia di morte

04/03/2009

L’indifferenziato e la tenerezza

25/03/2009

L’indifferenziato e l’identità

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