ciclo di seminari

28/01/2009 - 26/06/2009

L’ascolto e l’interpretazione degli elementi corporei, sensoriali e pre-verbali nella relazione analitica

“lo sviluppo della mente è un processo graduale nella direzione dal corpo alla mente …(e dove la psicoanalisi) non può che avanzare nella direzione inversa dalla mente al corpo.” Gaddini, 1980, 472.

Il relatore intende focalizzare l’attenzione su quei pazienti che comunicano, attraverso canali corporei, sensoriali e pre-verbali, il loro dolore psichico. , dolore che si esprime, nel bambino molto piccolo, attraverso i canali somatici, come segnale disperato di una ricerca di contatto tra sé e l’altro.
Nel bambino, ma anche nell’adolescente e nell’adulto, il corpo può divenire dolente poiché non si è potuto fare intendere nelle proprie esigenze psichiche e fisiche mentre reclamava cure da una funzione di reverie materna. In assenza di tale funzione, il soggetto, per non provare l’insopportabile esperienza di vuoto di contatto, risponde con una scissione e, nei casi più gravi, con una frammentazione di propri oggetti parziali e interni che vengono espulsi e proiettati all’esterno con l’esito che il soggetto si sentirà svuotato e privato di propri oggetti interni. Questo svuotamento determina uno stato di angoscia che aumenta e si espande in quanto la rottura del legame tra sé e i propri oggetti interni espulsi rende questi ultimi inaccessibili nel loro significato ma lascia misteriose tracce di malessere corporeo e sensoriale.
E’ in tali circostanze che vi è da parte del soggetto la disperata ricerca dell’oggetto espulso, un oggetto che, fortemente sospirato, diviene frustrante nella sua irraggiungibilità e che in questa veste può oscillare tra valenze idealizzate e valenze persecutorie.
Nella stanza d’analisi: l’interpretazione…che prende corpo
Bion in “Elementi della psicoanalisi” scrive: “ciò che è interpretato deve, tra le sue altre caratteristiche, possedere quella di essere un oggetto dei sensi…in altre parole quando l’analista dà un’interpretazione deve essere possibile all’analista e all’analizzando vedere che ciò di cui egli parla è udibile, visibile, palpabile o odoroso in quel momento” (20).
L’ascolto e l’interpretazione vanno quindi situati nel punto dell’io-corporeo pertinente e una delle funzioni principali dell’analista è di andare , ovvero di espandere il proprio assetto contenitivo verso l’altrove espulso del paziente che consiste nella parte corporea scissa e frammentata. A fronte dell’assoluta libertà delle libere associazioni del paziente, ma anche del suo silenzio e delle sue resistenze, funzione dell’analista è quella di raggiungere i luoghi espulsi del corpo. Questo implica un attento ascolto della sensorialità che circola nella stanza d’analisi ma anche una competenza di auto-osservazione dell’analista su propri assetti corporei e sensoriali di fronte alle comunicazioni del paziente.

Con:  Dr. Ronny Jaffé

incontri

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