10/10/2004 - 31/12/2004

L'assetto mentale dello psicoanalista nella consultazione

La consultazione dello psicoanalista costituisce un momentoparticolarmente importante e sono molti i fattoriche contribuiscono a farne una situazione delicatissima, essenziale per gli sviluppi futuri della relazione. Le persone si presentano allo psicoanalista portando il proprio malessere e le proprie attese, lamentando sintomie difficoltà, esprimendo i propri pregiudizi circa il modo diaffrontare le cose, in una varietà di posizioni sulla cui costituzione pesano elementi come l'età, il sesso, la condizione culturale e sociale, i fatti pregressi (altri interventi) e la durata delle difficoltà in esame.
Incertezza e timori si nutrono poi di stimoli che alimentano attese a volte irrealistiche, diffidenza e tendenza ad assumere atteggiamenti sfiduciati o di rifiuto pregiudiziale. Basti pensare agli effetti indotti attraverso il cinema, la letteratura, le politiche culturali dei media: se negli anni '60 la striscia di Linus ci informava, attraverso il cartello di ingresso allo studio della bisbetica Lucy che "the doctor is in", un paio d'anni fa, una ricorrente inchiesta di un periodico, accogliendo irriflessive polemiche sulla "lunghezza della cura" avanzate da qualche guru del "tempo reale", suggeriva invece che "the doctor is out".
Persona e suo "intorno" da un lato, quindi. E dall'altro (ma più che di una contrapposizione si tratta, ovviamente, di un "circolo") il modo di rispondere dello psicoanalista, il suo modo di pensare, il suo modo di "incontrare" le attese, di mettersi - e di essere - inevitabilmente a confronto con tutti questi stimoli. Il suo modo di fare parte di questo sfondo, di entrarvi inrelazione per proporre o meno indicazioni, per indirizzare: in ogni caso, per aiutare.
Il Convegno "L'assetto mentale dello psicoanalista nella consultazione" si propone di affrontare e - per quanto possibile - di fornire chiarimenti, se non risposte, a questi temi. Quattro sono infatti gli snodi da cui prenderanno il via queste tre giornate di lavori. Innanzitutto, attraverso relazioni di carattere generale, saranno ampiamente affrontati temi metodologici, radicandoli nella realtà concreta delle varie tipologie di incontro: si parlerà della consultazione con adulti, ma anche con bambini, con adolescenti, in Istituzioni di vario tipo e così via. Un secondo momento presenterà invece quello che sipotrebbe definire "lo sfondo", i temi culturali che agitano e si agitano nei soggetti - analista e persona che gli sta di fronte - impegnati nella consultazione e che quindi ne condizionanoin qualche misura atteggiamenti e svolgimento. Il terzo momento articolerà una serie di gruppi di lavoro (in tutto sono ben dieci), che affronteranno temi, per così dire, più operativi, in cui l'esperienza dei vari conduttori sarà messa a disposizione dei partecipanti per poter arrivare a nuovi livelli di sintesi critica. Il quarto e ultimo momento, sarà costituito da una riflessione conclusiva effettuata collettivamente dai partecipanti al convegno, sui temi che saranno emersi nelle giornate precedenti: si tratterà di effettuare un tentativo di "messa a frutto" che, ci auguriamo, potrà consentire a tutti di guadagnare una maggior consapevolezza su quanto muove e si muove in quel particolare - e a volte decisivo - incontro conosciuto con il nome di "consultazione".

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