Sabato 16 aprile 2016
OGGI, LA SPERANZA?
Una contraddizione della contemporaneità
Milano, Chiostri di San Simpliciano





Ore 9.00-13.00
Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale
Sala Congressi dei Chiostri di San Simpliciano
Via dei Chiostri 6


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formato pdf Comunicato Stampa

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Il Signore disse ad Abram:
“Vattene dalla tua terra … verso la terra che io ti indicherò”. Va per te, va verso di te.
Abram ubbidì, si appoggiò alla promessa di Dio, si affidò ad essa e, accettando di sradicarsi dal noto, si mise in cammino verso l’ignoto,
sorretto da una speranza contro ogni speranza umana.
Per la psicoanalisi la speranza è il motore della vita psichica, il corrispondente fenomenologico del desiderio, e la sua radice affonda nella relazione primaria e, ancor prima, nell’essere tutt’uno della vita intrauterina.
E’ lì che comincia ad accadere quel misterioso e unico processo di traduzione dal caos iniziale alla fiducia che permette di vivere, di crescere e di immaginare il futuro.
Lo sviluppo umano passa dunque attraverso l’inevitabile tensione fra timore, fiducia e speranza che ci accompagnano fino al limite, che è la nostra morte.
La speranza, come l’esodo di migliaia di migranti ci dimostra ogni giorno, attiva e fa muovere, oltre alle persone, anche popoli. Le sue conseguenze, però, oggi ci spaventano.
Se la fiducia non è data da una speranza che, tollerando l’incertezza e la precarietà, apre al futuro, il bisogno di sicurezza e di certezze cercato nel controllo, nell’intolleranza e nel dominio del presente rischia di diventare il perno del nostro vivere.
Proponiamo una mattinata di riflessione su questa contraddizione dei nostri tempi. Come psicoanalisti sappiamo che solo la speranza crea quell’intimo legame che si oppone all’angoscia di morte: un legame che permette di mantenersi vivi psichicamente, esprimendo creativamente le proprie forze vitali.

I RELATORI
Giuseppe Angelini , Palo Chiari, Rita Corsa, Virginia De Micco, Patrizia Gammaro Moroni, Lidia Leonelli Langer, Lucia Monterosa, Giuseppe Pellizzari

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