Milano, 25 febbraio 2017
LA CLINICA PSICOANALITICA SECONDO ANDRÈ GREEN


Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti,Via Corridoni, 38 - Milano

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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André Green in La clinica psicoanalitica contemporanea ci invita a perseguire questo programma di ricerca per rispondere alla “crisi della psicoanalisi”. Queste linee programmatiche sono l’esito di una riflessione teorico-clinica che lo ha impegnato per lunghi anni. Il discorso vivente, Narcisismo di vita, narcisismo di morte, Il lavoro del negativo, La psicosi bianca, Psicoanalisi degli stati limite, La pensé clinique, Idee per una psicoanalisi contemporanea, Pourqoi les pulsions de destructions ou de mort, segnano solo alcune tappe di un itinerario scientifico che ha fatto di lui una delle maggiori figure di riferimento della psicoanalisi contemporanea. Pensatore profondo, a partire da una rilettura critica dell’opera freudiana, ha portato avanti una revisione integratrice dei contributi post-freudiani, in particolar modo Winnicott e Bion, per rispondere alle disillusioni del lavoro analitico nei contesti della pratica attuale. Contro ogni deriva teorica riduzionistica, Green ci ammonisce a non cedere alla suggestione di “idee semplici” ma a stare in una posizione terza e riflettere sull’esperienza clinica per pensare l’impensato delle nostre teorie. Sono questi i limiti dell’analizzabilità.
Pensare i limiti - come titola un lavoro collettivo dedicato e ispirato al suo pensiero - è pensare, infatti, i limiti dei nostri paradigmi messi alla prova dalle sfide della contemporaneità. Tra queste, la predominanza di strutture non-nevrotiche - casi limite, disturbi narcisistici, patologie psicosomatiche, ecc. - ha richiesto un ripensamento della teoria e della tecnica che lo ha portato a proporre quelle variazioni del setting atte a favorire la possibilità di instaurare uno spazio potenziale, transizionale verso forme di simbolizzazione appropriabili. Il paradigma del sogno, il vero paradigma dell’analisi, diviene più complesso grazie al paradigma dell’atto e del gioco, per rendere intelligibili quei processi eterogenei di senso appartenenti a aree poco differenziate. Sono le aree delle coazioni a ripetere, delle passioni folli, dei processi di slegamento, del negativo, che attaccano la stessa pensabilità dell’analista. La necessità di rendere trattabili questi processi è all’origine di quella rivoluzione silenziosa, da cui prendono forma le sue idee direttrici per una psicoanalisi contemporanea, che rintraccia nell’articolazione tra l’intrapsichico e l’intersoggettivo, la coppia pulsione/oggetto, la fonte stessa del pensiero clinico contemporaneo.

Interverranno:
Maurizio Balsamo
Nelly Cappelli
Cristina Saottini
Sisto Vecchio

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