La storia del Centro

Ieri e oggi

Il Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti è una delle 11 Sezioni in cui è articolata sul territorio nazionale la Società Psicoanalitica Italiana (SPI).

Attraverso la SPI, il Centro fa parte della International Psychoanalytical Association (IPA), l’organizzazione internazionale nata nel 1910 dal primo ristretto gruppo di psicoanalisti riuniti intorno a Sigmund Freud, che ha disegnato nel corso del tempo il volto della psicoanalisi, così come oggi viene intesa. L’IPA coordina i programmi di formazione e gli scambi scientifici degli psicoanalisti che vi aderiscono.

Il Centro Milanese di Psicoanalisi è nato nel 1963 sotto la guida di Cesare Musatti, che era allora presidente della SPI e per iniziativa di Franco Ciprandi, Renato Sigurtà e Pietro Veltri.

Siamo nei primi anni '50, in una Milano ricca di fermenti culturali spessi come la sua nebbia e di lavori per ripristinare i palazzi che riportavano ancora segni di guerra. Qui, Cesare Musatti, con i suoi primi allievi, dà vita a un piccolo gruppo interessato allo studio degli insegnamenti di Freud. Erano quelli, tra l'altro, gli anni in cui Musatti aveva iniziato la sua monumentale opera di traduzione del pensiero del maestro viennese. E questo gruppo, che si riuniva settimanalmente a casa dello stesso Musatti, offriva l'unica possibilità, agli studiosi della disciplina che in quel tempo abitavano nel Nord Italia, di approfondire la grande scoperta freudiana: le motivazioni inconsce del comportamento, che possono essere comprese nel rapporto terapeutico con lo psicoanalista.

Il modo di lavorare di questo nucleo originario si ispirava al modello viennese: si leggevano e commentavano gli scritti di Freud; i singoli partecipanti presentavano relazioni cliniche e teoriche che venivano discusse collettivamente; si affrontavano, con il contributo di tutti, le situazioni più difficili dell'esperienza clinica, portate dai singoli partecipanti.

Nel 1963 venne fondata da Franco Ciprandi, Renato Sigurtà e Pietro Veltri l'Associazione Centro Milanese di Psicoanalisi con sede in via Corridoni 1.

Il primo segretario, Renato Sigurtà, fu incaricato dal Presidente della SPI Cesare Musatti di organizzare il Centro già come un piccolo polo di servizi: accanto al primo nucleo di quella che sarebbe diventata la biblioteca più importante del settore, si avviò un servizio di consultazione clinica, per assicurare un primo accoglimento ai pazienti che si rivolgevano al Centro.

In quegli anni, molto fu il lavoro fatto per rompere l'isolamento entro cui la psicoanalisi era stata costretta a partire dal 1938, anno in cui fu imposta dal regime fascista la chiusura della SPI. Tra l'altro, sempre in quegli anni, molti furono i soci che si rivolsero per una analisi didattica a psicoanalisti di altri Paesi e molti furono gli psicoanalisti stranieri, dei più diversi orientamenti, invitati a Milano per seminari clinici e teorici. Così il pensiero di M. Klein, di D. Winnicott, di H. Rosenfeld, di E. Brenman, di D. Meltzer e di molti altri divenne oggetto di studio e di elaborazione da parte degli psicoanalisti milanesi. Tra gli altri tennero seminari di studio anche A. Green, J. Chasseguet Smirgel, L. Grinberg. Iniziò così a caratterizzarsi una vera e propria "via milanese" alla psicoanalisi: non codificata in una rigida scuola, ma aperta ad accogliere gli stimoli più diversi e più ricchi del panorama internazionale, per una nuova elaborazione alle vie del pensiero.

Negli anni '70, con l'esplosione dei temi sociali, con la necessità di ampliare e promuovere lo scambio culturale con le istituzioni universitarie, psichiatriche e del servizio sanitario e con la sempre maggior affluenza dei soci (Franco Fornari, cui oggi è intestata la biblioteca del Centro, fu certamente uno dei soci più impegnati in questa direzione).
Iniziarono così a nascere una serie di piccoli gruppi di studio e di elaborazione, che spontaneamente si costituiscono intorno a temi e questioni teorico-cliniche di particolare complessità.

Sono gruppi che, ancora una volta, approfondiscono i temi in un lavoro comune, condividendo in modo profondo le esperienze che i singoli membri sviluppano nella loro attività.

Nel 1989, per onorare la figura del suo primo maestro, l'Associazione assume il nome di "Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti" e nell'ottobre 1994 si trasferisce nella sua attuale sede di via Corridoni 38.

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Una foto, una storia: ricordo di Fausto Colombo

Questa foto, che molti di noi hanno nei loro studi e che in tante occasioni abbiamo utilizzato per presentare il Centro Milanese di Psicoanalisi a ospiti stranieri ha una sua storia che ora voglio raccontare.
“Ho una sorpresa per voi “mi aveva detto Fausto Colombo con il suo sorriso, quando eravamo ormai vicini alla inaugurazione della nuova sede di via Corridoni 38.
La sorpresa fu proprio grande quando dalle sue carte uscì la foto che, sapientemente montata, ci mostra Freud che alza lo sguardo verso la porta del nostro Centro.
La foto andò a ruba, divenne il manifesto della inaugurazione; molti di noi ne hanno una riproduzione nel proprio studio.
Correva l’anno 1994 ed era in corso il trasloco del Centro Milanese di Psicoanalisi da via Corridoni 1, storica sede che molti ricordano, a via Corridoni 38, dove siamo ora.
Era stata, come tutti i cambiamenti, una decisione non facile. L’architetto Fausto Colombo, di cui a molti di noi era nota la bravura e la passione, fu incaricato del progetto e della direzione dei lavori.
Fausto Colombo amava il suo lavoro di un amore rigoroso e nutriva curiosità, rispetto e ammirazione per la psicoanalisi e per molti psicoanalisti che conosceva personalmente. A fianco di Marilena, moglie e architetto, aveva cambiato per alcuni di noi le case e un poco anche il modo di vedere il mondo che Fausto giudicava con un rigore senza sconti.
Gli spazi della sede scelta gli erano immensamente piaciuti, li aveva valorizzati nel modo in cui ancora oggi li godiamo, anche se ora la sede ci pare piccola per le necessità del nostro Centro.
Passo dopo passo, ci aveva pazientemente spiegato il perché delle sue scelte.
Fausto Colombo è morto nel mese di marzo u.s.: intellettuale sensibile alle tematiche di democrazia e libera convivenza sociale è stato architetto, urbanista, curatore di mostre importanti come quella a Vinci, nel 1986, su Leonardo o quella dedicata all’Europa di Altiero Spinelli.
Rigoroso nel suo lavoro, godeva del gioco: lo si ricorda sfruttare le sua abilità di disegnare con entrambe le mani disegnando un cane: con una mano il muso, con l’altra coda e zampe.
Lo ricordiamo con gratitudine.

Marta Badoni
Milano, 15 giugno 2010

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